Pesto alla genovese

Il pesto alla genovese, rigorosamente preparato con foglie di basilico, pinoli, olio della riviera ligure, pecorino e parmigiano reggiano, è uno degli emblemi della cucina mediterranea. Saporito e gustoso, la sua ricetta base può esser personalizzata con molte varianti: arricchendolo di frutta secca tritata (come noci e pistacchi), aggiungendo della rucola fresca o insaporendolo con una manciata di pomodori secchi.

Ingredienti

  • 50 g di foglie di basilico freschissime
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiai di pecorino (tipo Fiore Sardo) grattugiato
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 spicchio d’aglio
  • un pizzico di sale grosso

Trofie al pesto

ProcedimentoMettete nel mortaio l’aglio e i pinoli e pestate a poltiglia aggiungendo a poco a poco il basilico e un pò di sale grosso.Quando la poltiglia di basilico, aglio e pinoli sarà diventata omogenea, aggiungete il pecorino e l’olio fino ad ottenere una salsa densa. Nel caso non si disponesse di un mortaio a casa, è comunque possibile utilizzare un robot da cucina o un mixer.Cuocete le trofie in acqua salata e scolatele un pò al dente. Conditele col formaggio e con qualche cucchiaiata di acqua di cottura, quindi versate il pesto.Mescolate per amalgamare bene. Servite le trofie al pesto alla genovese ai vostri ospiti.

Ingredienti

  • 350 gr di trofie
  • 50 gr di foglie di basilico fresco
  • 75 gr di pinoli
  • 1 spicchio di aglio (facoltativo)
  • 50 gr di pecorino romano
  • 50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • olio evo
  • sale

Bugie di Carnevale

Le bugie di Carnevale sono uno dei modi regionali per definire le classiche chiacchiere di Carnevale che a seconda della regione vengono chiamate in modo diverso (frappe, cenci, etc.)Sono chiamate bugie in Piemonte e in Liguria, e hanno una tradizione antichissima: dei dolci simili, di forma allungata e fritti nel grasso animale, venivano preparati già in epoca romana durante i Saturnali, con il nome di frictilia.

Ingredienti

  • 4 uova
  • 400 gr di farina 00
  • 40 gr di zucchero
  • 50 gr di burro a temperatura ambiente
  • la scorza di un limone grattugiata
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo
  • olio di arachide per friggere

Dolci Liguri
I Dolci Liguri hanno una tradizione di dolcezza addirittura millenaria. Risale all’arrivo dello zucchero, nel 1100, grazie ai contatti con la cultura araba, che introduce le ricette per la canditura dei frutti e la confettura delle spezie. Questa tecnica si rivela una golosa modalità di conservazione che in Liguria, ricca di alberi da frutto e soprattutto di agrumi, attecchisce rapidamente.

Quasi tutte le località liguri hanno il loro cavallo di battaglia in fatto di dolci: ecco i più famosi.

Il Pandolce genovese:
Classico dolce genovese ricco d’uvette, frutta candita e pinoli. È il dolce natalizio per eccellenza sulle tavole liguri, ma nulla vieta di gustarlo in qualsiasi stagione dell’anno.

Gli Amaretti di Sassello:
A base di pasta di mandorle dall’inconfondibile gusto dolce/amaro. Morbido e friabile fatto con zucchero, mandorle dolci ed amare, bianco d’uovo.

I Baci di Alassio:
Noto anche come Bacio della Riviera, è una felice e riuscita derivazione dei “Baci di Dama”. Di forma ovale e colore nocciola/cioccolato, è formato da due gusci semisferici che vengono farciti da una crema di cioccolato: una prelibatezza per il palato.

I Canestrelli:
Torriglia la capitale di questa chicca della produzione dolciaria ligure, fatta con tanto burro, farina e zucchero, cosi friabile da sciogliersi in bocca. Forse il più famoso dolce ligure, dopo il pandolce genovese. I Canestrelli sono delle rondelle di pasta frolla con un foro al centro, spolverati con zucchero a velo.

Il Castagnaccio:

Tipico dolce autunnale, è una torta di farina di castagne, che si ottiene facendo cuocere nel forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta. Varianti locali prevedono l’aggiunta di altri ingredienti, come ramerino (rosmarino), scorze d’arancia, semi di finocchio o frutta secca.

La Spongata:
O spungata, è un dolce tipico del periodo natalizio. È un dolce di antiche tradizioni, il cui nome deriva probabilmente da spongia – spugna – per l’aspetto spugnoso e irregolare della sua superficie. È una torta con una base di pasta simile alla pasta brisée, riempita con marmellata di mele e pere, frutta candita, pinoli e mandorle, e ricoperta da un secondo strato di sfoglia. Questo strato viene bucherellato fittamente per facilitarne la cottura in forno e infine modellato con uno stampo di legno.

La Sacripantina:
Tipica torta a cupola genovese preparata su una base di pan di Spagna e farcita sia con una crema al burro e una crema al burro con cacao e nocciole (talvolta con zabajone), ricoperta di pezzetti di pan di Spagna e zucchero a velo.

La Pànera:
È un semifreddo al caffè, tipico della città di Genova. La preparazione tradizionale prevede un’ amalgama di panna fresca, polvere di caffè arabica, zucchero e tuorli d’uova sbattuti, da portare a ebollizione in bagnomaria. Dopo aver lasciato depositare sul fondo il caffè, il composto viene filtrato con una tela e passato nella gelatiera. Una dolce morbidezza per il palato.

La focaccia col formaggio, tipica di Recco, può essere preparata anche in casa con un semplice forno domestico.

La ricetta originale prevede l’utilizzo della Prescinseua, o cagliata oltre a un forno che raggiunga la temperatura di 300 °C. Per farla anche in casa, si potrà sostituire la cagliata con della crescenza molto fresca e con un forno che raggiunga la temperatura di 250 °C.

Focaccia di Recco

Ingredienti

  • 350 gr di farina
  • 50 ml di olio EVO
  • 150 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 400 gr di crescenza

Minestrone alla genovese

Il minestrone alla genovese è una zuppa saporita e gustosa, profumata dall’aggiunta del pesto che ne esalta tutti gli aromi delle verdure estive di stagione. Si può gustare sia tiepido che freddo.

  • 120 gr di spaghetti spezzati in piccoli pezzi
  • 250 gr di patate
  • 250 gr di fagiolini freschi sgranati
  • 2 zucchine
  • 200 gr di fagiolini
  • 1 sedano (costa)
  • 2 pomodori
  • 1 cipolla
  • 4 cucchiai di pesto al basilico
  • sale qb
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Ingredienti

Zucchine ripiene alla genovese

Le zucchine ripiene sono un classico dell’estate, qui troverete la ricetta per preparare delle zucchine ripiene tipiche della tradizione ligure, con pane ammollato nel latte, uova e mortadella.

  • 800 gr di zucchine (circa)
  • 80 gr di mortadella (possibilmente in unica fetta)
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 2 fette di pancarré
  • 1 uovo
  • latte
  • pangrattato
  • maggiorana
  • sale
  • olio evo

Ingredienti

Salsa di noci

Ecco una ricetta che, con il pesto, è portabandiera della cucina ligure: la salsa di noci. Il procedimento, come ogni ricetta tipica regionale, varia di paese in paese, eccone una nostra versione.

Ingredienti

  • 300 gr di noci
  • 250 ml di latte
  • 40 gr di mollica di pane
  • 40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 30 gr di pinoli sgusciati
  • 1/2 bicchiere
  • d’olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale qb

CURIOSITA'


CIA Savona lancia la prima filiera dell’asparago violetto

Una delle nostre eccellenze agroalimentari, fiore all’occhiello della produzione nella piana albenganese: l’asparago violetto, caratteristico per il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base, varietà unica al mondo.

La raccolta dell'asparago violetto inizia a marzo ed arriva a fino a fine giugno: se la produzione avviene in terreni riscaldati si può già partire a dicembre ed arrivare fino ad aprile.

Ora la CIA Savona lancia un nuovo e innovativo progetto che riunisce tutti i produttori ma anche i ristoratori, con l’obiettivo di creare e organizzare una filiera dell’asparago violetto.

Grazie alla collaborazione con l’ente di formazione Cipa.At, la Confederazione savonese è pronta a presentare la nuova iniziativa che vuole valorizzare, diffondere e rilanciare il principe dei prodotti identitari del territorio ingauno.

Il progetto di filiera produttiva ha ottenuto un importante finanziamento dal PSR regionale proprio per la sua peculiarità e rilievo per l’agricoltura ligure.

Si prevede un gruppo di cooperazione tra gli storici produttori del violetto e i ristoratori di qualità della riviera ligure che faranno comunicazione sulle formidabili caratteristiche del prodotto, studieranno le forme più idonee di protezione territoriale dalla contraffazione, eseguiranno analisi sul Dna per farne la marcatura del patrimonio genetico e individueranno anche un comune packaging di riconoscimento.

Un progetto ambizioso e di sistema nel settore agricolo, che mette assieme produttori e ristoratori nel nome del brand dell’asparago violetto.

Luca Lanzalaco, agrotecnico, agricoltore e produttore di asparago, oltre che membro della Giunta CIA, ha assunto il ruolo di coordinatore delle attività progettuali per realizzare la filiera.

“Siamo molto soddisfatti come CIA Savona di aver avviato e progettato questa nuova filiera, l’asparago violetto rappresenta un patrimonio enorme per il nostro territorio, non solo da un punto di vista produttivo e di commercializzazione, ma anche sotto il profilo culinario e storico”.

“Inoltre, riuscire ad unire i coltivatori e i ristoratori permetterà una valorizzazione e promozione più incisiva ed efficace” sottolinea il presidente provinciale CIA Mirco Mastroianni. 

www.imperiatv.it