Museo della 500

Nasce dalla volontà del Fiat 500 Club Italia di "dare forma al mito", raccogliendo modelli, oggetti, documenti, testimonianze e una consistente componente multimediale (fra cui simulatori di guida) non solo la storia della "piccola grande auto che ha aiutato gli italiani a crescere", ma anche la sua trasformazione in un autentico fenomeno di costume su vasta scala.

500clubitalia.it/museo

Museo delle streghe di Triora


Un'immersione nell'esoterico si può fare a Triora, nell'entroterra imperiese, nel museo dedicato alla stregoneria e all'inquisizione. Scendendo nei sotterranei si capisce perché questo è il paese delle streghe. Nell'antico borgo medievale che domina la Valle Argentina, si tenne, dal 1587 al 1589, un importante processo per stregoneria. La magia, è proprio il caso di dirlo, è amplificata dal fatto che il paese ha mantenuto le caratteristiche di un tempo.

museotriora.it

MUSEO REGIONALE ETNOGRAFICO E DELLA STREGONERIA

Il museo di Triora non vuole essere soltanto una mera esposizione di oggetti ma soprattutto un invito, uno stimolo a visitare l’antico paese, le sue caratteristiche ed incantevoli frazioni e borgate, dove in qualche caso si potrà riscontrare l’uso di attrezzi notati in queste sale. Si potrà, a contatto con una natura pressoché incontaminata, ritrovare il gusto ed il piacere della “…vera” vita.Silvano Oddo (curatore del Museo)      Sito- www.museotriora.it

ETNOGRAFIA
Suddivisa in sei sale principali, la Sezione Etnografica del Museo rappresenta in ognuna di esse uno “spaccato” della vita quotidiana dei contadini: lavoro nei campi, ciclo del grano, del latte, del castagno,del vino e cucina.

LUIGIA MARGHERITA BRASSETTI

nobildonna Margherita seppe farsi voler bene dai trioresi, aiutando i poveri con cospicue somme tratte dal suo patrimonio. Svolse un’intensa attività di apostolato religioso e sociale per la gioventù femminile locale fondando congregazioni femminili. Per le giovani creò un laboratorio di cucito e ricamo, aprì un teatro e un piccolo cinematografo, mentre con un’altra congregazione, si occupò della preparazione e della riparazione degli indumenti sacri della chiesa.

IL TEMPO SI È FERMATO
Un sito dove tutto sembra essersi fermato ai tempi antichi ,tutto riprodotto fedelmente in scene di vita, cultura e storia.

ANTICHI ARNESI..PER ANTICHI MESTIERI
STREGONERIA

Ben quattro lugubri sale sono dedicate a questo tragico capitolo della storia locale. In due di queste sono ricostruite scene degli interrogatori e della prigionia delle donne accusate. Nelle altre celle, oltre ai documenti del processo, sono riprodotte streghe artigianali nelle loro azioni quotidiane.

Torture
Io stringo i denti….e poi diranno che rido

All About Apple Museum


A Savona, il museo All About Apple è la più completa esposizione al mondo della produzione di personal computer, periferiche, accessori, prototipi Apple dal 1976 ai giorni nostri. Gli oggetti esposti raccontano la nascita, l'evoluzione, la trasformazione dell'informatica personale inventata da Apple e la particolarità è che il visitatore può toccare liberamente tutto il materiale esposto, acceso e funzionante, unico caso in tutto il mondo per un museo di questo genere. A corredo della parte tecnologica è fruibile anche una vasta collezione di manuali e libri tematici (anche non Apple), materiale pubblicitario e poster di grande formato.

scopri di più: allaboutapple.com

La dimora sontuosa ed originale del più grande clown della storia “Grock”, rinasce grazie ad un progetto culturale, basato sulle nuove tecnologie.. Nella Villa restaurata, è stato allestito un percorso, immersivo e magico dedicato ai professionisti del circo e, in particolare, all’arte dei clown. Infatti, il percorso si snoda come un viaggio nella creatività attraverso la levità del gesto e dell’espressione, della battuta insolente, del riferimento elegante alla musica, della corrosività sociale propria del clown. Vi troverete immersi in luoghi fiabeschi, vi rifletterete in specchi magici, aprirete armadi delle meraviglie, fantasmi antichi appariranno dal nulla. Diventerete voi stessi Alice nel paese delle meraviglie, in un luogo inaspettato tra risate e nostalgia, tra oriente ed occidente, tra cultura e prestanza fisica.

Museo del Diocesano

Il Museo Diocesano si articola in tre piani: il piano dei fondi, il piano terra, il piano primo e il piano mezzanino; il piano sottotetto ospita i depositi delle opere e la sala didattica.

Il percorso museale segue un ordinamento cronologico, intervallato da sale a tema e prende avvio dal piano dei fondi in cui è allestita la collezione archeologica, composta da reperti inerenti la storia del sito, e il grandioso Monumento funebre del cardinale Luca Fieschi (XIV secolo).

La visita prosegue al piano terra (sale I-VII) dove sono esposti dipinti su tavola e tela, sculture, suppellettili in argento e tessuti antichi che illustrano la produzione artistica genovese dal XII al XVI secolo.

Il percorso di visita continua al piano primo, costituito da un ampio ambulacro sul quale si aprono le antiche stanze private dei canonici: durante gli interventi di restauro, la pareti di queste sale hanno rivelato pregiati affreschi risalenti alla fine del XIII secolo. Le prime due sale sono dedicate all’esposizione di vesti processionali e argenti, a rotazione; le sale successive alternano sale a tema (“La macchina d’altare”, “Gli apparati processionali”) ad altre in cui sono presentate opere che illustrano l’arte genovese fino al XIX secolo.

Il piano ammezzato, da cui si accede dalla scala principale, espone la mostra “Blu di Genova” dedicata alla collezione dei Teli della Passione di Cristo, straordinario complesso di teli di lino tinti con indaco e dipinti a biacca che costituivano un apparato effimero per la Settimana Santa (proprietà della Collezione tessile della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, in deposito presso il Museo Diocesano).

Scopri di più : www.museodiocesanogenova


Museo dell'Arte Vetraria Altarese

Declino dell’Industria vetraria ad Altare – Fondazione della S.A.V. – I.S.V.A.V. – Museo del vetro
Ad Altare, come a Murano, un irreversibile processo di declino dell’industria vetraria, avviatosi – pur tra fasi alterne – dal ‘600, si accentuerà con l’abolizione generalizzata delle corporazioni di mestiere (fine XVIII – prima metà XIX secolo). Contestualmente anche l’antica Università dell’arte vitrea fu pertanto soppressa nel giugno 1823 da Carlo Felice. Ne conseguì un massiccio esodo di artieri verso l’America Latina e in Italia dove – con i suoi insediamenti produttivi – verrà a costituire la primitiva ossatura dell’industria vetraria nazionale. Il sentimento di solidarietà fra i maestri altaresi non venne meno tuttavia e condurrà nel dicembre 1856 alla fondazione della Società artistico vetraria,(S.A.V.) prima cooperativa di produzione industriale italiana. Il suo andamento economico soltanto in epoca contemporanea conoscerà un progressivo deterioramento causa problemi di natura finanziaria e strutturale che condizioneranno l’attività dell’azienda sino a determinarne la cessazione (aprile 1978). Per la storia del vetro altarese questa data non ne segna comunque la conclusione. Nel 1982 si costituiva l’Istituto per lo studio del vetro e dell’arte vetraria (I.S.V.A.V.) con il precipuo scopo di recuperare il ricco patrimonio artistico-culturale della tradizione vetraria di Altare e porre le premesse per il rilancio dell’attività artigiana nei suoi aspetti più tradizionali. Si inquadra appunto in tale progettualità l’acquisizione, da parte dell’I.S.V.A.V., della collezione di vetri già appartenuta alla Società Artistico-Vetraria, ora patrimonio costitutivo del Museo del Vetro di Altare, dal 2004 degnamente allocato presso Villa Rosa, prestigiosa residenza privata del primo ‘900 – in stile liberty – acquistata nel 1992 dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Linda Siri, curatrice del Museo, così tratteggia il positivo evolversi di tali vicende:

«Nel 1995 cominciarono finalmente i tanto attesi lavori di restauro di Villa Rosa, che venne subito individuata come unica sede in Altare degna di ospitare il prezioso patrimonio della sua storia vetraria. Nel 2004 Villa Rosa apre le porte: le ristrutturazioni l’hanno riportata all’antico splendore. All’interno di uno spazio finalmente adeguato alle proporzioni della collezione, l’I.S.V.A.V. ha la possibilità di riorganizzare le opere in vetro in sezioni divise per artista, tematiche o scopi d’uso e riesce anche ad istituire biblioteca specializzata. Oltre alle bellissime e capienti sale interne, viene immediatamente sfruttata la presenza dei giardini di Villa Rosa, nei quali si individua il luogo ideale per ricreare una “piazza” di maestri vetrai come quelle presenti nella S.A.V.. Viene infatti ritagliato un ampio spazio dove trovano posto un forno per la fusione del vetro, gli antichi strumenti che utilizzavano i maestri vetrai e le tempere necessarie per la cottura degli oggetti soffiati. Negli ultimi anni l’area è stata arricchita con l’aggiunta di un secondo forno che dà modo di differenziare e aumentare la lavorazione del vetro»

scopri di più: www.museodelvetro.org

I vetri di Sandro Bormioli

BOTTEGA DI ALTARE (sv) VIA ROMA 39A Tel. 019 584506